Il "ricetto di Candelo" è tra i gioielli medioevali del Piemonte rimasto inalterato nel tempo

di: Redazione

In Piemonte i "ricetti" sono circa duecento ma il vecchio borgo fortificato ( 13 mila mq ) di Candelo nel Biellese  è quello meglio conservato, rimasto inalterato nel tempo . Una volta era utilizzato come deposito di vino e cibo durante i periodi di pace, ma diventava sicuro rifugio per genti e bestiame in tempo di guerra o di pericolo.







Il termine "ricetto" indica un luogo difeso, cinto da fortificazioni e deriva dal latino receptum (ricovero, rifugio).
Il ricetto è composto da circa duecento edifici denominati cellule che hanno una forma pentagonale, un perimetro di 470 metri, largo 110 metri e lungo 120.
Il complesso è attraversato da strade, definite con il francesismo rue, si tratta in particolare di cinque rue in direzione est-ovest, intersecate da due ortogonali.
La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale dove nel 1819 è stato costruito il Palazzo Comunale in stile neoclassico, decisamente contrastante con tutta la parte più antica del ricetto.



L'unica possibilità di accesso era data da una massiccia Torre-Porta di forma parallelepipeda in massi squadrati nella parte inferiore e in mattoni nella parte superiore, con due aperture verso l'esterno, una più grande per i carri e una più piccola per i pedoni, chiuse da altrettanti ponti levatoi.

Modificando e sopraelevando le cellule preesistenti, ai primi del XVI secolo Sebastiano Ferrero, feudatario del luogo dal 1496 su investitura del duca Filippo II Senzaterra, fece costruire la propria abitazione, di fatto una torre fortificata che costituisce l'edificio più elevato del ricetto ed è comunemente nota come Palazzo del Principe. 





Le circa duecento cellule abitative sono quasi tutte appartenenti a privati e ad associazioni con sede a Candelo, non essendo adibite ad abitazione sono utilizzate dai proprietari come ritrovo per il fine settimana o come attività enogastronomiche e laboratori creativi di artigianato.




Dal ricetto, scendendo lungo il tratto erboso a sinistra della torre di sud-ovest, si raggiunge la Chiesa di Santa Maria attraverso un viottolo che costeggia la roggia Marchesa, il canale che dal 1561 dà acqua alle campagne circostanti e alle risaie del Vercellese. La chiesa, variamente rimaneggiata, è menzionata per la prima volta nel 1182 e conserva una bella facciata romanica costruita con pietre di torrente disposte a spina di pesce. All'interno sono pregevoli i capitelli quattrocenteschi delle colonne, gli affreschi della fine del XV secolo e il pulpito della metà del XVII.




A un paio di chilometri si incontra il castello medioevale di Gaglianico. Sontuoso, a pianta quadrata, circondato da un magnifico giardino all'italiana, all'interno di un parco. Subì vari restauri dal XIV al XVI secolo. Un gioiello è il cortile, emozionanti sono gli affreschi del '500 situati nella cappella.

Il ricetto di Candelo oggi è una meta turistica dall'atmosfera particolarmente affascinante che richiama gli appassionati di medioevo o semplicemente curiosi che approfittano del week end per visitare il biellese. Manifestazioni di diversa natura vengono organizzate durante tutto l'arco dell'anno che all'interno delle mura trovano la loro dimensione e, che ridanno vita a quella che è una delle strutture medioevali meglio conservate in Europa.









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